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Il dipinto di una testa di donna è stato attribuito a Raffaello
Per decenni è stata ritenuta una copia e quasi dimenticata in un deposito nel modenese, ma la testa di donna sembrava avere caratteristiche raffaellesche, tali da meritare un esame più approfondito. In pochi mesi di analisi a Firenze si è stabilito che il dipinto è proprio del maestro di Urbino, frammento superstite della prima redazione della celeberrima "Madonna della Perla", oggi conservata al museo del Prado di Madrid.
Il Soprintendente ad interim di Modena e Reggio Emilia e titolare della Soprintendenza di Siena e Grosseto, osservando il dipinto, non ha potuto fare a meno di pensare che quella copia era molto particolare. "Il primo indizio - spiega il Soprintendente - è stato il tratto finissimo del disegno, ma a mettermi sulla strada giusta anche la cornice, di galleria secentesca, inusuale se la testa fosse stata di poco pregio".
La restauratrice che ha coordinato le analisi realizzate nel laboratorio fiorentino spiega che "il fatto che la tavola con il dipinto fosse stata più volte restaurata, nel'600 e'800, sottolinea come fosse tenuta in grande considerazione". Le analisi effettuate sotto gli strati di restauro, hanno poi potuto svelare il disegno originario e non smentire l'intuizione che fosse di Raffaello. La "perla modenese", così come è stata battezzata, è ricordata nell'inventario della quadreria Estense del Palazzo Ducale, redatto nel 1663, dove figura infatti un ritratto di donna riferito a Raffaello, che non risulta tra i dipinti ceduti all'Elettore di Sassonia nel 1746, nè è tra quelli dispersi successivamente.
 
 

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