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Recuperati a Sassari reperti archeologici e paleontologici |
I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Sassari, coadiuvati dai colleghi della Compagnia Carabinieri di Valledoria (SS), hanno sequestrato nove urne litiche di epoca romana, evidentemente pertinenti a contesti funerari ad incinerazione. I reperti testimoniano la fase storica chiamata convenzionalmente "periodo romano" dell'isola, iniziata con la fine della prima guerra punica (264-241 a.C.) e terminata con il passaggio sotto il dominio dei Vandali (460-467 d.C.). I materiali, tutti omogenei per tipologia, potrebbero provenire dalla nota e vicina necropoli ad incinerazione di San Leonardo, in territorio di Viddalba (SS). L'operazione è scaturita a seguito dei frequenti servizi di prevenzione che i militari dell'Arma, specializzati in tutela del patrimonio culturale, svolgono per il contrasto al traffico illegale di reperti archeologici ed alla loro dispersione. Proprio nel corso di uno di tali servizi l'attenzione dei militari si è focalizzata sui predetti manufatti archeologici con i quali era stato abbellito il giardino di una villa a Valledoria (SS). Le caratteristiche dei manufatti erano simili ad altri di originale fattura, quindi non potevano essere confusi con dei falsi, tanto che i militari hanno deciso di scattare alcune fotografie. Le immagini acquisite sono state subito analizzate da un archeologo della Soprintendenza Archeologica che ne ha confermato l'autenticità. Nel corso dell'attività sono stati inoltre recuperati numerosi reperti paleontologici ed alcune antiche monete di epoca romana, per un valore totale di circa 80 mila euro. I manufatti in sequestro saranno prossimamente esposti in un museo e resi fruibili al pubblico.
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