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Parte la riqualificazione dell'area archeologica di Pompei, insieme a mostre ed eventi |
È partito il primo piano di riqualificazione e di arredo urbano di Pompei, un investimento di oltre 400.000 euro voluto dal Commissario Delegato per l'emergenza all'area archeologica che sta cambiando il volto del sito e che è già sotto gli occhi dei visitatori: si sta provvedendo gradualmente all'installazione di nuovi elementi rispondenti ad una moderna logica di identità visiva e alle esigenze dei visitatori con l'inserimento di paline informative e servizi. In alcuni casi come quello del Termopolio, che dopo il recente restauro è divenuta una delle mete più amate dai turisti, si è provveduto ad una vera e propria musealizzazione del sito, con l'apposizione di pannelli trasparenti e assolutamente non invasivi. Il Commissario Delegato afferma che "questi sono stati interventi fondamentali per il decoro e la vivibilità del sito. La nuova identità visiva, riassunta nel claim "PompeiViva", ha lo scopo di facilitare l'orientamento e la qualità dei percorsi eliminando ogni tipo di inquinamento paesaggistico". Inoltre, per l'estate, l'offerta turistica nell'area archeologica di Pompei si fa più ricca. Si inizia con la riapertura del Teatro Grande e il concerto straordinario del maestro Riccardo Muti, si prosegue poi con la prima stagione estiva che propone due mesi di lirica, concerti, danze ed eventi, inoltre aprono stabilmente al pubblico la domus di Giulio Polibio, la prima con visita "multisensoriale" e il cantiere-evento dei Casti Amanti, dove è possibile assistere in diretta al lavoro degli archeologi e dei restauratori. I lavori archeologici saranno visibili anche da via dell'Abbondanza attraverso dei pannelli trasparenti. Dopo anni di abbandono, il cantiere è stato infatti totalmente messo in sicurezza e dotato di una copertura che ne assicura la tutela, la conservazione e la valorizzazione. Il Commissario Delegato dichiara che "in queste iniziative abbiamo voluto unire al grande lavoro e rigore scientifico dell'indagine archeologica anche il desiderio di conoscenza troppo spesso inevaso dei visitatori".
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