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Al via il restauro della facciata di Palazzo Madama a Torino
palazzo_madama_torinoIn occasione del 150° anniversario dell'Unità d’Italia, la facciata di Palazzo Madama tornerà al suo antico splendore grazie a un importante intervento di pulitura e manutenzione conservativa, realizzato dalla Fondazione Torino Musei e dalla Città di Torino grazie al contributo della Regione Piemonte.
Le colonne, i capitelli, le statue, i cornicioni, le lesene e i fregi che decorano la facciata juvarriana necessitano, dopo circa 13 anni dall'ultimo restauro, delle cure di una squadra di professionisti. Saranno eseguiti lavori di ripristino di tutti gli elementi decorativi realizzati in marmo di Chianocco (cavato in Valle di Susa) e in marmo di Brossasco, materiali molto belli ma altresì delicati e porosi, che negli anni sono stati aggrediti dagli agenti atmosferici e inquinanti e hanno perso la lucentezza del loro colore naturale.
Dal 1 luglio al 31 dicembre 2010 quindi, la facciata del Palazzo che nel 1861 ospitò la prima sede del Senato del Regno d'Italia e che oggi conserva le opere del Museo Civico d'Arte Antica, sarà coperta da un ponteggio per permettere a Palazzo Madama di presentarsi con una veste impeccabile all'importante appuntamento del 2011. Durante la durata dei lavori e di permanenza del cantiere sarà comunque garantita l'apertura del museo ai visitatori.
La facciata e lo scalone di Palazzo Madama, capolavori dell'architetto messinese Filippo Juvarra, chiamato da Vittorio Amedeo II per rinnovare Torino divenuta capitale del Regno Sabaudo, sono decorati con temi tradizionali degli ordini classici, cui si affiancano temi più barocchi: il bugnato rustico per il basamento che racchiude al centro i tre arconi di accesso al palazzo, l'ordine gigante di colonne e paraste composite, la balaustra di coronamento sulla quale si ergono i vasi, i pilastrini, le statue allegoriche e, infine i quattro bassorilievi con panoplie, scolpiti da Carlo Tantardini su disegno dello stesso Juvarra, che ornano l'ingresso. La scelta progettuale di Juvarra fa sì che la facciata assuma la funzione di una griglia trasparente, attraverso la quale si percepisce lo sviluppo decorativo interno, in una composizione d'insieme basata sul passaggio della luce. Il risultato si avvicina ad un'ampia loggia completamente aperta, come Juvarra l'avrebbe voluta se le condizioni climatiche torinesi non l'avessero obbligato a proteggere l'interno con lo schermo di grandi serramenti vetrati.
 
 

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