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La tomba di Marco Nonio Macrino riappare sulla via Flaminia |
I lavori di scavo della tomba di Marco Antonio Macrino, diretti dalla Soprintendenza Speciale Archeologica di Roma, sono ricominciati da poco, dopo i primi ritrovamenti riemersi nel cantiere di via Vitorchiano nel 2007 e hanno messo in luce il basamento del mausoleo del generale, lungo venti metri e largo dieci. L'epigrafe dedicatoria, rinvenuta fin dall'inizio dello scavo, attesta che il proprietario del mausoleo fosse Marco Nonio Macrino, esponente di una famosa famiglia bresciana, vissuto tra il 111 e il 175 d.C. La struttura del mausoleo giace sette metri sotto il livello della ferrovia Roma-Viterbo. Sono circa un centinaio i grandi frammenti architettonici che andranno ricomposti in situ e che identificano un monumento alto circa quindici metri, interamente in marmo, comprese le tegole del tetto. Il mausoleo era dotato di un timpano con quattro colonne davanti e sopra un acroterio (decorazione scultorea posta ai lati o alla sommità del frontone del tempio classico). L'interno della costruzione è formato da una cella sepolcrale con muri perimetrali e fregi d'acanto. È stata rinvenuta anche la statua della moglie del senatore raffigurata nella classica posizione della "pudicizia" romana. Il sito copre un arco di storia che va dal I secolo a.C. al II secolo d.C. Sulla Flaminia sono state ritrovate lastre con fasci littori appartenenti a un secondo mausoleo, ma la scoperta più interessante si riferisce ad una serie di lastre appartenenti a tombe di soldati, presumibilmente narbonesi e quasi sicuramente provenienti da una necropoli sorta dopo la battaglia di Ponte Milvio. Le iscrizioni funerarie sono dedicate a soldati di Como, Mediolanum e Vienna.
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