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Documentazione fotografica del restauro - Biografia di Bonifacio Bembo
Bonifacio Bembo XVI sec. - Cremona
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Dopo un periodo giovanile trascorso a Cremona, Milano e Pavia, nel 1477 il Bembo entrava al servizio dei duchi Sforza (succeduti ai Visconti), per i quali svolse vasta attività di pittore e di miniatore. Sotto l'influsso di Michelino, degli Zavattari e dello stesso Gentile da Fabriano, egli affascina ancora con forme gentili, aristocratiche, eleganti, della più pura tradizione tardo - gotica, cortense, quando già il Foppa operava il rinnovamento della pittura lombarda in senso rinascimentale.
Della sua attività giovanile a Cremona restano, oltre alle 21 tavolette facenti parte del soffitto della Casa Meli (oggi nel locale Museo Civico), una serie di carte del gioco, allora assai in voga, dei tarocchi, con figure disegnate e colorate con estrema finezza. Alla sua arte matura appartengono invece, sempre a Cremona, gli affreschi con Storie della Vergine e i ritratti, assai guasti e frammentari, di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti (Cappella Cavalcabò in S. Agostino), eseguiti intorno al 1450, e la Pala della Incoronazione (Cremona, Museo Civico), del 1460 circa, interessante anche per la originale interpretazione iconografica del tradizionale soggetto (Cristo e la Vergine sono incoronati dall'Eterno).
Assai vicine a quest'ultimo dipinto sono le figure dei Santi Alessio e Giuliano (Milano, Pinacoteca di Brera), facenti parte di un polittico le cui restanti parti risultano disperse. Perduti i cicli degli affreschi della Sala Grande del Castello di Milano e quelli del Castello di Pavia, odinatigli rispettivamente nel 1456 e nel 1468, dell'opera svolta dal Bembo per gli Sforza non resta che la decorazione della Cappella Ducale del castello Sforzesco, eseguita nel 1422, anno in cui il pittore otteneva la cittadinanza milanese. In queste pitture, con soggetti sacri (Resurrezione di Cristo, Annunciazione e serie di santi campeggianti su un fondo riccamente ornato a pastiglia) e profani (Imprese degli Sforza), assai largo dovette essere tuttavia l'intervento di aiuti e collaboratori. Del Bembo restano anche le illustrazioni della Historia di Lancillotto del Lago (Firenze, Biblioteca Nazionale), bel 289 disegni eseguiti a penna con grande scioltezza e vivacità. Dai modi di Bonifacio si allontanò in parte il fratello Benedetto Bembo (notizie dal 1462 al 1489), che nel suo Polittico di Torchiara con Madonna e santi (Milano, Museo Civico) firmato e datato al 1462, tenta di fondere le cadenze ritmico - lineari gotiche con una costruzione più plastica delle figure, sull'esempio dei seguaci padovani dello Squarcione e del Mantegna.
 
 

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