Aziende che hanno partecipato al lavoro
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Gli stucchi, particolarmente le parti più in aggetto, presentavano problemi di cadute di materia e distacchi di parti, in questi casi oltre all'intervento di consolidamento eseguito con gesso alabastro addizionato con resina acrilica, si è proceduto alla riproposizione delle parti mancanti, eseguendo dei calchi con gomma siliconica, riempiti con impasto di calce e gesso alabastro, atte ad ottenere, rifacendo, le parti perdute simili alle parti circostanti. I dipinti murali sono stati trattati con eliminazione di deposito formato per effetto di processi di sedimentazione, (depositi non intenzionali), utilizzando pennelli ed aspiratori, metodo molto semplice che rimuove i depositi incoerenti di natura polverosa, ma poco efficace per asportare depositi di natura grassa. Sono stati eseguiti dei piccoli, localizzati interventi di consolidamento del colore con infiltrazioni, a tergo delle scaglie, di soluzione di resina acrilica (Primal AC33, diluito in acqua al 5%) con siringhe e successiva tamponatura con battufolo di cotone inumidito con alcool. Sono state rimosse le parti interessate da ridipinture, utilizzando mezzi meccanici, bisturi, e tamponature ammorbidenti con acqua demineralizzata e spugne. La pulitura è stata condotta differenziando l'intervento in rapporto alle finiture ed allo stato di conservazione: le parti dipinte con legante inorganico, sono state trattate con impacchi di polpa di cellulosa mista (Arbocel 200/1000) con soluzione di ammonio carbonato (30% su 1 L) interponendo fogli di carta giapponese, con tempi di applicazione variabile dai 40 ai 60 minuti, le parti dipinte con legante organico, sono state trattate con blandi impacchi di soluzione di ammonio bicarbonato (20% su 1 L) su doppio strato di carta giapponese. Con l'utilizzo di bisturi e matite di fibra di vetro, sono state asportate le sbavature di tinte a calce non originale, tutte le superfici sono state poi risciaquate con passaggi ripetuti di acqua demineralizzata e spugne.
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