La chiesa di Santa Maria Assunta e San Cristoforo in Castello sorge ai margini dell'antico abitato dove un tempo correvano le mura cittadine. L'edificio fu innalzato ex novo, a partire dal 1522, sul luogo di un probabile antico oratorio ma i lavori decollarono solo nel 1567 con l'arrivo dell'
architetto di corte Pompeo Pedemonte. Poco oggi rammenta l'opera del
secolo XVI che conserva solamente l'impianto a croce latina, le tre navate e la scansione delle cappelle laterali. La chiesa - infatti - fu completamente rinnovata, tra il 1858 e il 1887, coi lavori promossi dal parroco mons. Antonio Parazzi (Viadana 1823-1899) che l'ampliò verso l'abside abbattendo le cappelle di fondo, il
presbiterio e il coro e che, infine, realizzò la nuova
facciata . Ma la sua attività meritoria non va ascritta all'architettura. Il Parazzi possedeva una competenza e un amore per la pittura davvero spiccato e fu tale dono a spingerlo verso un' abile e saggia politica di acquisizioni, per realizzare nella chiesa quasi una pinacoteca d' arte sacra. Alle antiche
pale e agli oggetti più preziosi che il tempo aveva già accumulato egli seppe aggiungere molti lavori recuperati sul mercato antiquario o provenienti da conventi ed oratori soppressi. La chiesa non si trasformò in un semplice monumento d'arte, fu subito luogo per guardare e per stupire, spazio incomparabile carico di storia sia della comunità locale che di quella più vasta umanità che sapeva, nella fede trovare ispirazioni per opere destinate a cavalcare il tempo. La sua collezione - prevalentemente rinascimentale - è il capolavoro di un uomo geniale quale fu il Parazzi.