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Loggiato superiore del Castello di Pandino CR
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Aziende che hanno partecipato al lavoro
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Il castello di Pandino era originariamente interamente rivestito da una fantasiosa e ricchissima decorazione pittorica ed attualmente rappresenta il più completo e pressochè unico esempio di dimora signorile trecentesca conservatasi fino ad oggi assai simile al suo aspetto originario, sia nella struttura, che nella decorazione. Le pitture ricoprivano integralmente le pareti delle stanze, della corte, del portico, del loggiato, gli archi ed i sottarchi, gli sguanci delle finestre ed i pilastrini; probabilmente erano dipinti anche i soffitti e le ante delle porte. Le pareti esterne seppur ormai decorticate conservano tracce di decorazione e fanno ipotizzare che anch'esse fossero interamente decorate (p.77). Le tracce da noi rinvenute sul fronte esterno del rivellino e sulla parete esterna a sinistra dello stesso confermano quest'ipotesi . Per l'analisi e la documentazione storico artistica della decorazione del castello di Pandino e per il prezioso repertorio della decorazione pittorica, che fornisce una campionatura sufficientemente rappresentativa dell'ampia superficie dipinta ancora esistente vedi sempre Albini-Cavalieri (1986: pp.77-89, 146-152, 187-200). La decorazione presente nel castello di Pandino risulta straordinariamente simile a quella ancora esistente, anche se solo in piccoli frammenti, presso Palazzo Martinengo, ora Salvadego a Brescia (Vedi Stradiotti 1979: p.139;cfr. AF.MAS.BS: foto b/n H39-398/399; E 208-2098). Lo studio comparato delle caratteristiche materiche e delle tecniche esecutive delle due decorazioni potrebbe rivelarsi interessante e gettare nuova luce sul variegato panorama pittorico trecentesco, così "ricco di novità, di variazioni, di sorprese" (Castelnuovo 1983:p.210). Attualmente l'analogia più significativa con lo schema decorativo del castello di Pandino resta quella del disegno del pavimento del Duomo di Milano (Sant'Ambrogio 1985: 29-30; cfr. Beltrami 1988: pp.112-115).
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