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Stato di conservazione - Stato di fatto
Loggiato superiore del Castello di Pandino CR
Aziende che hanno partecipato al lavoro




Su tutta la superficie dipinta erano presenti i seguenti fenomeni di alterazione: - deposito consistente di particellato atmosferico di grandezza millimetrica sedimentato nelle disomogeneità della superficie dipinta e sulle scaglie di colore sollevato; - sbiancamento diffuso della superficie pittorica, particolarmente accentuato nei colori scuri di bordatura dei moduli (rosso scuro, nero); - alterazione composizionale dei pigmenti: l'azzurrite, con conversioni in verde chiaro, azzurro intenso e verde cupo; - alterazione materica dei pigmenti: decoesione e polverizzazione diffusi, particolarmente accentuata nei pigmenti stesi direttamente sull'intonaco senza lo strato di preparazione e nelle zone con terra verde e rosso scuro; - fenomeni diffusi di scarsa adesione del pigmento, in particolare nelle porzioni in cui è presente la preparazione di base, bianca; - cadute di colore diffuse su tutta la superficie in particolare nella parte bassa, fino all'altezza di circa 2 metri da terra, in cui la perdita della pellicola pittorica è quasi totale; nella stessa zona sono presenti abrasioni, graffiature, chiodi, buchi e fori di diversa grandezza riconducibili in parte all'utilizzo abitativo durato sino ai primi anni del secondo dopoguerra e all'involontario danno provocato con le incaute operazioni manutentive del passato. La spolveratura infatti veniva eseguita mediante scope di saggina, che con la polvere asportavano anche scaglie di colore sollevate e parte del pigmento polverizzato. Il grave stato di conservazione della superficie dipinta, tuttavia, se da un lato è riconducibile a fattori antropici, dall'altro è connesso alle condizioni ambientali del luogo, particolarmente umide e con forti escursioni di temperatura e di umidità relativa, in rapporto alle quali i pigmenti utilizzati hanno subito un processo di indebolimento del legante. Tale indebolimento è da mettere in relazione anche all'applicazione di una sostanza organica (a base di colla animale) che ha alterato i normali scambi termoigrometrici all'interno della finitura pittorica. - colatura di sostanze catramose nella porzione destra della parete dall'estremità superiore a terra, larga circa un metro in coincidenza con una canna fumaria. Dalle tracce presenti sulla colatura e sul substrato pittorico è ipotizzabile che in passato sia stato eseguito un tentativo di asportazione della stessa mediante spatole metalliche. Sullo strato di materiale catramoso, che in alcuni punti aveva uno spessore di circa un centimetro, erano visibili infatti incisioni e abrasioni. Nella porzione sinistra della parete invece, in corrispondenza di un'altra canna fumaria è presente un fenomeno simile ma senza colatura esterna di materiale catramoso. In corrispondenza della canna fumaria, inoltre in questa zona, in epoca remota era stato addossata una parete divisoria del loggiato. Il colore in questa porzione di parete ha assunto una intonazione più cupa ed un generale ingiallimento: sembra coperto da una sorta di strato protettivo, quasi con la consistenza di una pellicola, con sollevamenti localizzati di scaglie spesse e compatte di colore. Gli interventi storici (rifacimenti di muratura, di intonaci, applicazione di elementi metallici e lignei) non sono stati rilevati graficamente perchè ben visibili sul fotopiano e già documentati nell'analisi delle USM. La schedatura delle Unità Stratigrafiche Murali (USM) è stata realizzata mediante la Scheda di archiviazione veloce utilizzata per la documentazione dell'archeologia dell'edilizia storica (Brogiolo 1988:p.42), semplificandola e adattandola alle nostre esigenze specifiche di documentazione, di cui si riportano le Tavole cronologiche riassuntive delle USM (PG I/PP Ia-b-c-d-e-f). L'indagine stratigrafica del Prospetto Generale I (PG I) del loggiato ovest, piano primo, parete ovest) suddiviso nei sei Prospetti Particolari (PP Ia-b-c-d-e) consente una mappatura delle USM (Unità Stratigrafiche Murarie) nei loro rapporti cronologici e analogici. I diagrammi stratigrafici consentono di indicare i rapporti fisici certi. Le linee che uniscono (in orizzontale e verticale) le USM indicano esclusivamente Rapporti fisici, non rapporti indiretti (Brogiolo 1988:p.28). Le Tavv. che seguono sono relative al PG I/PP Ia.
 
 

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