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Prove tecniche di pulitura e di consolidamento - Pulitura
Loggiato superiore del Castello di Pandino CR
Aziende che hanno partecipato al lavoro



La complessità del problema posto da una superficie composta di materiali eterogenei e con forme di alterazione differenziata ha richiesto una rigorosa e meditata selezione dei prodotti e delle tecniche disponibili in funzione di precisi criteri conservativi (Mora-Philippot 1977:p.241-277). Prove di pulitura ad umido Prove di pulitura ad umido mediante acqua distillata (e/o acqua distillata e acetone) applicata con spugne naturali e/o cotone idrofilo, interponendo carta giapponese sulla superficie dipinta (Botticelli 1992:p.72-74). L'operazione consente un buon riadagiamento delle scaglie, avendo cura di selezionare e circoscrivere le zone di colore con particolari problemi di coesione e di polverizzazione; la parziale solubilità del materiale di alterazione (solfato idrato di calcio). I tempi di applicazione sono stati differenziati in rapporto alle condizioni di conservazione delle zone selezionate e circoscritte. Prove di pulitura mediante solventi Prova con acetone: tamponatura con cotone idrofilo interponendo carta giapponese sulla superficie dipinta. L'acetone è stato utilizzato soprattutto nelle zone di colore in avanzato stato di degrado, per le quali si deve escludere l'impiego di acqua (terra verde e rosso) e per l'asportazione dei depositi superficiali. Asportazione di materiale catramoso Asportazione di materiale catramoso mediante soluzione acquosa con acetone (50-70%) applicata a pennello interponendo carta giapponese sulla superficie dipinta. Applicazioni reiterate e con tempi di contatto diversi a seconda dello spessore dello strato catramoso.
 
 

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