Aziende che hanno partecipato al lavoro
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Va rilevato che ogni intervento atto a limitare il degrado dei materiali ed ad elevare la resistenza meccanica dei manufatti, é di per sé un contributo al miglioramento, anche nei confronti della vulnerabilità sismica. Occorre poi un'attenzione particolare all'analisi delle eventuali stratificazioni costruttive che possono mettere in evidenza situazioni statiche particolarmente delicate. Con riferimento ai problemi di natura geotecnica, eventuali dissesti, quasi sempre indipendenti da eventi sismici, sono dovuti spesso a cause recenti che é possibile eliminare senza turbare il tessuto archeologico; é però da sottolineare che generalmente si riscontrano situazioni consolidate di grande stabilità. In taluni casi possono riscontrarsi problemi di carattere locale, dovuti a scavi o a cavità sotterranee; in questi casi si può provvedere con interventi limitati che recuperino un sufficiente grado di sicurezza, senza modificare il comportamento del manufatto. E' possibile infatti realizzare la massima uniformità di appoggio, mediante interventi di sottomurazione, evitando in maniera drastica ogni ricorso a fondazioni indirette su pali. Sulle strutture murarie é indispensabile intervenire utilizzando materiali e leganti tradizionali, si tratta di riprendere un'antica e consolidata tradizione artigianale, attraverso la quale é immediato il recupero di materiali e tecniche in tutto omogenee a quelle antiche. Sono pertanto da escludere perforazioni armate e miscele cementizie, incompatibili con l'integrità del tessuto murario e costituenti un improprio stravolgimento strutturale. Nei casi più gravi di dissesto é preferibile operare con smontaggi parziali e talvolta globali, riutilizzando per quanto possibile l'antico materiale, ritessendo la muratura, e denunciando con chiarezza l'operazione compiuta. Non sono da realizzare, in nome di una maggior sicurezza, ammorsature tra diverse murature che non trovino riscontro nelle antiche tessiture, mentre, laddove esse abbiano perduto di efficacia, si dovrà ripristinarle mediante un'oculata ritessitura della muratura stessa, escludendo il locale irrigidimento con cuciture armate. Infine i "fuori piombo" sono quasi sempre dovuti a processi di assestamento molto antichi per cui é solitamente preferibile, anche per l'integrità del manufatto, non turbare l'equilibrio raggiunto. Particolare cura richiede l'esecuzione della muratura di sacrificio che va chiaramente evidenziata, ed a cui sono affidati molteplici compiti, dalla finitura dei muri antichi per limitarne il degrado, ai piani di appoggio delle strutture di copertura, ad una rilevante funzione statica di "incatenamento" della sommità delle murature stesse. Con più specifico riferimento a colonne e pilastri, é appena il caso di ricordare che essi sono stati concepiti per sopportare carichi verticali con modeste eccentricità, ed é quindi necessario operare in modo da non alterarne la concezione statica. Occorre pertanto ripristinare se necessario l'originaria resistenza a compressione, con esclusione di perforazioni ed ancoraggi non più reversibili, e privilegiare provvedimenti limitati quali tassellature, cerchiature, ed ove possibile ripresa di muratura e leganti. E' evidente poi come sia da preferire il crollo di una colonna a rocchi o di una trabeazione, alla inevitabile frantumazione di elementi resi impropriamente monolitici, potendosi ancora, nel primo caso, tentare di procedere ad una meditata anastilosi. Il ripristino delle volte andrebbe conseguito senza ridurle a falsi simulacri, con la sovrapposizione di solai piani in calcestruzzo armato, né tanto meno svilendole e compromettendone la struttura materiale e la funzione statica, mediante cuciture ed iniezioni che ne inficiano la durabilità su scala secolare. Esse vanno ritessite ove necessario, o messe "in forza" mediante il ripristino dei leganti e l'uso di cunei lapidei. Del resto queste tecniche sono state utilizzate per secoli con grande maestria, e s'impone al progettista un'approfondita conoscenza materiale del problema in ogni specifica situazione. Nel caso di solai e coperture esse non potevano che essere a struttura portante lignea. Per lungo tempo questo prezioso materiale, resistente, leggero e quanto mai durevole, é stato accantonato. Oggi si riconosce che, in particolare in campo archeologico, é di fatto insostituibile, quando si inserisce nelle antiche fabbriche. Alla cultura archeologica va il compito di definirne funzioni, caratteristiche geometriche e tessiture, allo strutturista la capacità di seguire le antiche esigenze. Diverso é il caso di elementi costruttivi estranei al discorso filologico, ma ritenuti indispensabili per la conservazione di un antico manufatto. In tal caso lo strutturista porterà il suo contributo di cultura e di tecnica specialistica, ma all'archeologo ed all'architetto restauratore spetteranno le non lievi responsabilità di scelte che presiedono ad ogni inserimento formale estraneo al tessuto antico. I criteri di intervento esposti costituiscono il riferimento per un'efficace strategia di restauro strutturale atta ad eliminare il degrado e ad assicurare un'opportuna quanto appropriata sicurezza. Tale strategia costituisce solo un aspetto, sia pur rilevante della cultura sottesa alla conservazione di siti archeologici che si fonda sul rispetto della storia materiale. In effetti le aree archeologiche sono affidate alle Soprintendenze che ne curano la tutela e la conservazione attraverso la manutenzione ordinaria rappresentata da operazioni quali il diserbo e la fruibilità del luogo in condizioni di sicurezza, ed alla programmazione di una serie di interventi ritenuti straordinari in quanto il loro ciclo di revisione è dell'ordine di uno o più decenni. Per queste operazioni che vanno dai nuovi scavi, alla sistemazione delle coperture, dal restauro dei manufatti, alla revisione ed ammodernamento degli impianti, é opportuno disporre di un progetto di manutenzione straordinaria programmata che investa in maniera ottimale le risorse finanziarie disponibili. Per l'elaborazione di un tale progetto é indispensabile la conoscenza approfondita di tutti gli aspetti storici - archeologici, scientifici e tecnici che consentono di organizzare una banca dati finalizzata alla conoscenza del comprensorio archeologico. Si tratta quindi di pervenire alla formulazione di una strategia globale che veda coinvolti diversi settori di ricerca, strategia che è attualmente in fase di programmazione per consentire all'antica Pompei di svolgere il ruolo di riferimento culturale internazionale al quale è sempre più chiamata.
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