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Progetto di restauro - Tecniche costruttive
Lupanare e Terme Suburbane – Pompei NA
Aziende che hanno partecipato al lavoro


FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE


Lupanare, soffitto dell’ambiente 0.1a. Le travi, molto ravvicinate sono tronchi lasciati al naturale. Le due lampade fissate alle travi sono gli unici mezzi di illuminazione artificiale. Lupanare, ambiente 0.5 parete est. Danni provocati dalla pioggia per la mancanza della pluviale: la trave trasversale è marcita alla testa e puntellata, la trave secondaria è marcita ma il solaio non ha subito cedimenti. Lupanare, ambiente 1.2 parete est. Danni provocati dalle infiltrazioni di pioggia per la mancanza della pluviale: l’intonaco sulla parete si è in gran parte distaccato e la catena in ferro appare ossidata.



Le tecniche costruttive ed i materiali originari erano molto semplici: si riscontra un largo uso di opera incerta realizzata con conci di pietre diverse (tufo giallo, tufo grigio, travertino, etc.) e solo nei cantonali e nei piedritti si trova muratura in blocchetti di travertino, spesso con diverse altezze dei filari. Molto limitato è l’uso di muratura in laterizio e di opera mista in pochi punti del piano superiore.
Il legno sotto varie forme forniva la soluzione per il sostegno dei solai, per lo sbalzo del balcone pensile, e per gli elementi meno importanti come gli architravi, i travicelli per la copertura del balcone, etc. Solo in una parte dell’ambiente 0.5 troviamo poi i resti di una soffittatura ad incannucciato fissata alle travi in legno del solaio: un evidente riferimento “didattico”, adottato durante uno dei restauri, per ricordare un altra tecnica povera di cui era stata notata qualche traccia.
 
 

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