Aziende che hanno partecipato al lavoro
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La situazione che si è descritta nel capitolo precedente è il risultato di vari lavori di restauro, ricostruzione e consolidamento ed anche di riparazioni e sostituzioni avvenute per esigenze di manutenzione. Rispetto agli orientamenti attualmente prevalenti nel campo della conservazione alcuni degli interventi sopradescritti sarebbero inaccettabili, in particolare quelli in cui fu maggiore la tendenza alla “mimetizzazione” e quelle ricostruzioni di parti per le quali non si avevano dati certi a sufficienza. Una radicalizzazione di un atteggiamento critico in questo senso porterebbe ad interventi di “derestauro” che a loro volta porrebbero il problema della creazione di una nuova immagine del Lupanare. Dall’altra parte interventi ormai storicizzati come questo ed in un contesto particolare come quello di Pompei suggeriscono la massima prudenza per evitare una proliferazione a catena di derestauri che priverebbero la città di una esemplare documentazione di restauri realizzati nell’arco di circa due secoli risentendo di tanti diversi indirizzi ed anche dell’influenza di tanti archeologi e progettisti che si sono cimentati nell’arduo compito di tramandarci ciò che era stato portato alla luce. Nel corso dello studio dell’edificio, il gruppo di progettazione si è quindi orientato nel senso di proporre un “minimo intervento” che non ne modifichi il funzionamento statico e l’aspetto generale ma intervenga per sanare gli inconvenienti e per migliorarne la fruibilità eliminando per quanto possibile “l’usura da pubblico”. Per quanto riguarda gli interventi statici, in quelli sulle travi in ferro del solaio di copertura del piano terra si può prevedere nella fase di ripristino del rivestimento di malta delle stesse una particolare attenzione alla colorazione da dare a quegli elementi. Essi, come detto, simulano elementi in legno ma pare che non furono mai dipinte in marrone ed oggi nei travetti del balcone pensile troviamo nella parte est un colore giallo e nella parte sud, coperta dal tavolato di sostegno provvisionale, un grigio-verde. Anche all’interno le travi sono in legno naturale non trattato ed alcuni architravi in cemento dipinto in grigio. E’ evidente che in fase di progetto esecutivo o in cantiere sarà necessario fare una campionatura che porti ad una scelta del colore meditata e significativa, che in via di ipotesi potrebbe essere un giallo carico o un marrone chiaro. Si dovrà anche provvedere a risanare i danni che si sono verificati all’interno, negli ambienti 0.5 e 1.2, ed in particolare alla impegnativa sostituzione della trave trasversale in legno che è già stata puntellata da tempo. Nell’ambiente 0.5 è anche previsto il ripristino della controsoffittatura ad incannucciato. Per gli aspetti architettonici sopra descritti, si procede nello stesso ordine. Per il pavimento del piano terra si è prevista la rimozione del massetto ora esistente, con particolare attenzione alla ricerca di tracce del pavimento antico. Sulla base dei risultati della ricerca si realizzerà un nuovo pavimento a getto battuto o bollettonato con caratteristiche analoghe a quello antico; in mancanza di risultati si potrà realizzare con componenti simili a quello esistente. In occasione di tale rifacimento si potranno predisporre le tubazioni in PVC per il passaggio dei fili del nuovo impianto elettrico e le basi dei montanti portanti le lastre di protezione delle pareti dall’usura dovuta alla presenza dei visitatori. Per le pareti esterne del piano terra è stato previsto un trattamento dei giunti tra i conci che possa portare ad una omogeneità accettabile: le procedure saranno adeguate alle necessità, riempendo i giunti dove la malta è carente, eliminando meccanicamente le parti di malta sovrapposte ai conci, eliminando anche malte di colore troppo discordante e tracce di pitturazioni . La colorazione della nuova malta, che utilizzerà come legante la calce, sarà scelta in base a campionatura e si otterrà con la selezione degli inerti da impiegare nell’impasto.Per le pareti esterne del piano superiore è stato previsto un intervento di stilatura dei giunti nella zona del balcone pensile che, non avendo copertura, presenta un limitato dilavamento della malta, e la protezione della cresta del muretto. Una verifica andrà eseguita alla muratura dell’angolo in cui si trova la pluviale e che ora è coperta dalla vegetazione; qui le ripetute infiltrazioni d'acqua hanno probabilmente indebolito anche il paramento esterno. Sarà anche necessario realizzare altri piccoli interventi come le integrazioni delle lacune nei letti in muratura delle stanzette, la riparazione del corrimano in ferro della scala, la creazione di uno scalino in corrispondenza della porta d’uscita dove i visitatori meno agili si trovano in difficoltà. Per gli infissi che sono stati prima descritti si propone la sostituzione delle porte in lamiera di ferro con porte in legno che saranno meglio definite in sede di progetto esecutivo, e per le grate sembra più opportuno tornare al primitivo modello (forse del restauro Sogliano) con telai in legno e sbarre verticali in tondino liscio, eliminando tutte le altre. Per installare le apparecchiature elettroniche di controllo sarà forse necessario modificare il verso di apertura delle porte. L’impianto elettrico e di illuminazione va interamente progettato e realizzato mirando ad ottenere un illuminazione ottimale degli affreschi con lampade speciali a luce fredda (del tipo OLF della 3M) da installare al soffitto dell’ambiente centrale (0.1a e 0.1b). Si illumineranno moderatamente anche le stanzette sia del piano terra, cercando di valorizzare almeno in parte i graffiti presenti sulle pareti, che del piano superiore. Saranno installate, al piano terra, delle lastre di protezione, in policarbonato, per impedire che il passaggio dei visitatori continui a provocare deposito di sporcizia ed abrasioni sulle pareti intonacate. Esse dovranno consentire un facile smontaggio per la periodica manutenzione degli intonaci e per la normale pulizia. Il loro posizionamento sarà meglio definito in sede di progettazione esecutiva. E’ in corso di studio la possibilità di installare all’ingresso ed all’uscita del piano terra un sistema elettronico di controllo di afflusso all’interno (dove non dovrebbero trattenersi più di dieci persone contemporaneamente). Allo stato attuale l’ipotesi è quella di adottare dei biglietti o tessere d’ingresso contenenti un microchip che potrebbe essere registrato in entrata ed in uscita da due apparecchiature collocate in corrispondenza delle porte. Raggiunto il numero massimo di persone all’interno, il sistema dovrebbe azionare un segnale luminoso all’ingresso (lampada rossa o la scritta “stop”) o bloccare un cancelletto a comando elettrico. Analoghe apparecchiature potrebbero essere installate anche in altri punti della città dove sarebbe utile contingentare i visitatori (Terme del Foro, Casa del fauno, Casa dei Vettii,Villa dei Misteri, etc.) Per quanto riguarda eventuali attrezzature didattiche, vista la esiguità degli spazi in confronto con la grande affluenza non si ritiene opportuno inserirle all’interno dell’edificio; in alternativa si prevede l’installazione di tre pannelli didattici all’esterno, nella zona di attesa. Oltre alle indagini già dette sono da prevedere il prelievo di campioni di malta in alcuni punti delle murature ed il loro studio in laboratorio sia per conferma dell’interpretazione storica delle stesse che per conoscere meglio il loro comportamento statico.
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