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Lupanare e Terme Suburbane – Pompei NA
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Aziende che hanno partecipato al lavoro
FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE
La situazione attuale dei percorsi in prossimità del Lupanare è condizionata dalla chiusura di alcune strade a causa della pericolosità dovuta allo stato di particolare fatiscenza di alcuni edifici. Sono chiusi infatti i vicoli: del balcone pensile, della maschera e degli scheletri ed è chiuso il tratto ovest della Strada degli Augustali tra via del Foro e il vicolo di Eumachia dal numero civico 22 dell’insula VII, ix, fino all’incrocio. Le uniche possibilità di raggiungere il Lupanare sono quindi due: si imbocca il vicolo omonimo da via dell’Abbondanza e si sale verso l’edificio (questo è anche il percorso suggerito nella vecchia guida degli anni ’50 a cura di A. Maiuri), oppure si giunge dalla Strada degli Augustali e si svolta nel vicolo discendendo fino all’edificio. In entrambe le direzioni l’edificio è segnalato con una targa indicante il nome e la freccia per la direzione da seguire. L’affluenza è molto elevata e, specialmente in alcuni momenti della mattinata si verificano dei veri ingorghi dovuti all’arrivo in contemporanea di più gruppi nelle due direzioni suddette. Le guide che accompagnano i gruppi, e che si conoscono molto bene tra loro, stabiliscono, con rapidi messaggi verbali, la sequenza degli ingressi sulla base dell’ordine di arrivo in vista della porta; contemporaneamente intrattengono i loro clienti fornendo delle notizie generali sulla prostituzione nell’antica Pompei, sulla struttura del Lupanare e sulle pitture che si potranno osservare all’interno. Le persone in attesa sono costrette a stare in piedi; qualcuno prova a sedersi, ma sui marciapiedi non c’è comunque posto per tutti. Arrivato il proprio turno, il gruppo si suddivide in sottogruppi (quasi sempre più grandi di quelli previsti di dieci persone) ed entra all’interno. La visita è abbastanza rapida: uno sguardo all’ambiente centrale, una breve occhiata ad una delle stanzette semibuie, poi si scoprono in alto le pitture erotiche (che le guide si divertono a definire il menù), poi in fondo all’ambiente centrale si esamina il muretto basso che nasconde la piccola latrina; a questo punto la visita è finita e si esce dalla piccola porta secondaria. Considerato anche il tempo per qualche commento, non saranno trascorsi più di 90 secondi; soltanto chi decide di fotografare le otto immagini o di riprenderle con una cinepresa impiegherà circa il doppio del tempo. Nessuno avrà notato i graffiti sull’ intonaco, pochissimi si saranno chiesti se ci siano parti di restauro o se ci fossero infissi a chiudere le stanzette o dove si trova la scala per raggiungere il piano superiore. Di solito le guide aspettano all’esterno l’uscita dei loro clienti e li raggruppano per riprendere il cammino verso la tappa successiva. Anche in questa fase il gruppo che vuole allontanarsi trova ostacolo nelle persone che aspettano di entrare e quindi deve disporsi in fila indiana per infiltrarsi attraverso i gruppi in attesa.
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