Cenni storici
Monastero di Santa Giulia - Brescia
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La costruzione del monastero di Santa Giulia, inizialmente dedicato a San Salvatore, è di epoca longobarda e la sua fondazione nel 753 è da attribuire a Desiderio e alla sua consorte Ansa. Il sovrano longobardo dotò il monastero benedettino, governato dalla figlia badessa Ansilperga, di un notevolissimo patrimonio fondiario ed immobiliare. L'imponente complesso conventuale, emblema culturale della città di Brescia, è oggi sede del Museo della Città, destinazione a cui era destinato fin dai primi anni successivi all'Unità d'Italia. Il complesso di Santa Giulia comprende la basilica di San Salvatore, a tre navate con colonne parzialmente recuperate in loco da edifici romani, senza abside e senza facciata. La basilica non risale però a Desiderio, ma all’inizio del IX secolo, sovrapposta ad una chiesa preesistente, ad una navata e tre absidi, che doveva corrispondente all'originale voluto da Desiderio, e a sua volta soprastante un edificio di epoca romana: la casa del ninfeo (del I secolo d.C., abbattuto nel V). Il campanile costruito tra il XIII e il XIV secolo fu affrescato intorno al 1520 dal Romanino. In San Salvatore si possono ammirare alcuni affreschi di Paolo da Caylina il Giovane (XVI sec.) oltre ad alcuni frammenti di affreschi risalenti all'epoca carolingia. Nel 1466 la facciata di S. Salvatore venne abbattuta per aggiungervi il Coro delle Monache che più tardi (seconda metà del XVI secolo) diverrà il presbiterio della chiesa di Santa Giulia. Il sacello di Santa Maria in Solario venne integrato, nell'ambito di una ristrutturazione avvenuta intorno alla metà del XII secolo, al monastero desideriano. A pianta quadrata, con forme romaniche, venne costruito in medolo (pietra locale); l'edificio è coronato da un tiburio ottagonale con loggetta di archi a tutto sesto sovrastati da una fila di archetti pensili che vi gira tutt'intorno. L'interno è strutturato a due piani messi in comunicazione da una scaletta di pietra. Il piano inferiore, illuminato da due finestrelle, non presenta aspetti di decorazione e per questo si pensa avesse funzione di sola custodia del tesoro del monastero costituito da oggetti liturgici di grande valore, codici miniati, reliquiari. Lo spazio è caratterizzato da quattro volte a crociera sostenute al centro da un'ara romana, facente funzione di pilastro. Il piano superiore, costituito da uno spazio a pianta quadrata e tre absidiole ricavate nella parete orientale, è affrescato all’interno. Gran parte di questi affreschi sono riferibili a Floriano Ferramola (II-III decennio del XVI secolo).
 
 

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