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Monumento a Vittorio Emanuele I – Torino
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Aziende che hanno partecipato al lavoro
FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE
Analisi del degrado: - sfarinamento superficiale - consunzione generale di alcuni millimetri - considerevole presenza di crosta nera nelle parti non dilavate - muffe e licheni sul lato nord (verso corso Casale) La lavorazione è in generale molto raffinata e lo si vede bene nelle zone non consunte (interno del manto, cordone dell’Annunziata, etc.). Leggere crepe superficiali non paiono essere un pericolo immediato per la sopravvivenza dell’opera. La mano destra che si appoggia al bastone invece è stata oggetto di lavori precedenti. Il bastone, che a noi è arrivato nella forma di un tubo di ferro rugginoso, è stato (non sappiamo in quale circostanza) o sostituito o trafugato e la mano ha subito danni, riparati in modo non molto corretto ma efficace (stuccature cementizie con graniglia e cemento bianco). Nel corso dei lavori, viene ritrovata nei magazzini comunali una “lancia” in lega di rame che verrà riposizionata al posto del tubo di ferro, con l’assenso della D.L. e grazie all’avvallo di una fotografia Alinari di fine Ottocento, che rende probabile l’attribuzione. Questa lancia in lega di rame, che nella foto Alinari è sormontata da un giglio, probabilmente in bronzo e avvitato (vi è ancora il foro filettato) spiega il gran numero di macchie di ossido di rame sulla base della statua, così come il tubo in ferro motiva la presenza di ossido di ferro.
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