Aziende che hanno partecipato al lavoro
FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE
Le sculture presentano tutte le comuni forme di degrado dei bronzi esposti all'aperto. I sali di rame disciolti dalle piogge meteoriche invadono i basamenti lapidei sottostanti e questi, con il passare del tempo, assumono la tipica colorazione verde chiaro (più o meno disomogenea). Nelle parti non dilavate delle sculture bronzee, ossia nelle zone riparate dalla pioggia battente, si verifica un accumulo costante di depositi carboniosi provenienti dal particellato atmosferico inquinato dai gas di scarico urbani. Tali depositi di colore nerissimo, oltre ad essere causa di incrostazioni, favoriscono la formazione di patine superficiali altrettanto scure molto tenaci, praticamente indelebili, composte prevalentemente da solfuri di rame. Alcune i queste sculture, specie quelle collocate a livello stradale, sono state oggetto, nel corso degli anni, di atti di vandalismo e danni antropici, le cui conseguenze hanno portato alla sconnessione, al distacco o alla frattura di alcuni elementi bronzei. Sarà altresì necessario verificare accuratamente lo stato di conservazione. In alcuni casi spesso accade che le armature interne in ferro di gruppi monumentali, a causa di infiltrazioni d'acqua o per eccesso d'umidità, si corrodano a tal punto da disgregarsi e fratturarsi. Gli interventi di restauro su bronzi monumentali sono finalizzati, oltre che alla revisione di ogni singola opera dal punto di vista statico (ogni gruppo scultoreo è composto da più elementi assemblati insieme), anche a ridonare ad ogni statua mediante la pulitura delle superfici e la valorizzazione delle patine originali il giusto equilibrio cromatico, elemento chiave indispensabile per apprezzarne, ed in alcuni casi addirittura distinguerne, le complesse articolazioni della composizione scultorea. Inoltre è importante sottolineare che i basamenti lapidei sono elementi non di supporto alle sculture, bensì facenti parte dell'opera stessa in tutta la sua complessità ed espressione artistica. La scelta della Sienite della Balma è frutto di un progetto iniziale dell'artista che ha curato la scelta dei colori e dei materiali da usare, per meglio valorizzare l'opera in bronzo che sormonta. La Sienite di Balma o Granito della Balma o di Biella; è un litotipo proviene da Quittengo, nell'alta valle del torrente Cervo, presso Balma. Lo stato di conservazione è generalmente buono per quanto concerne i costituenti mineralogici. In superficie si rileva la presenza di una patina scura riferibile a deposito derivante da inquinamento atmosferico. L'intervento di restauro del basamento lapideo, utilizzando sistemi ampiamente collaudati, provvederà il più possibile alla valorizzazione del materiale costitutivo ed al rispetto della patine. La campagna di interventi conservativi effettuata sul monumento in oggetto, sarò affiancata da una scrupolosa raccolta di dati, acquisiti attraverso la dettagliata documentazione fotografica dello stato di conservazione del complesso monumentale prima del restauro, durante e a termine delle diverse fasi di lavorazione. La mappatura delle operazioni più significative saranno utili a che desidererà approfondire e sviluppare lo studio di questa opera e si troverà a voler meglio comprendere le cause di deterioramento dei materiali costitutivi. Le fasi di ricerca storica fino ad ora effettuate, non hanno ancora evidenziato interventi manutentivi precedenti.
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