Aziende che hanno partecipato al lavoro
FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE
Su incarico della Compagnia Italiana di Conservazione è stato eseguito uno studio microstratigrafico, mineralogico-petrografico e chimico-fisico su 7 campioni prelevati dal monumento al Duca Emanuele Filiberto Duca d’Aosta in Piazza Castello a Torino. La descrizione dei prelievi e le relative analisi sono elencate nella tabella seguente:
C/1 - analisi spettrofotometrica FT/IR C/07 - analisi diffrattometrica XRD. M/04 - analisi microstratigrafica completa di analisi all’EDS ed FT/IR. P/01 - esame al microscopio ottico polarizzatore MOLP in sezione sottile per la caratterizzazione quali-quantitativa della pietra (analisi petrografica).
L'interpretazione dei risultati è sintetizzata nelle pagine seguenti, mentre i dati analitici sono contenuti nei rapporti di prova allegati.
CARATTERIZZAZIONE DEI MATERIALI Le descrizioni che seguono sono desunte dai risultati analitici contenuti nei rapporti di prova allegati.
CAMPIONE 1 – rif. rapporto di prova n. VI2143-1 - angolo in basso - Composizione mineralogica e tessitura: Roccia magmatica intrusiva a tessitura omogenea granulare e compatta, struttura eterogranulare. I costituenti mineralogici sono rappresentati da feldspati (ortoclasio e microclino), orneblenda verde e, in quantità accessoria, magnetite e quarzo. Classificazione della roccia: Secondo UNI 8458 Termine commerciale: Marmo – Sienite di Balma o Granito della Balma o di Biella ( ) Definizione petrografica (Strekeisen, 1967; Mackenzie, Donaldson, Giulford,1987): Sienite alcalina Ambiente di formazione: Massa magmatica intrusiva connessa all’orogenesi alpina della quale costituisce la porzione esterna rispetto a quella centrale granitica e a quella più periferica monzonitica. Prevenienza: Quittengo, nell’alta valle del torrente Cervo, presso Balma. Osservazioni particolari: Lo stato di conservazione del campione è buono non essendo stati rilevati processi di alterazione a carico dei costituenti mineralogici. In superficie si rileva la presenza di una patina scura riferibile a deposito derivante da inquinamento atmosferico.
CAMPIONE 2 – rif. rapporto di prova n. VI2143-2 - dal basamento del primo soldato di sinistra, rivolto verso il castello - Analisi microstratigrafica 1 - Supporto in bronzo in cui la lega è stata ottenuta con rame, stagno e zinco. 2 - Patina di alterazione del bronzo di colore arancio. L’analisi alla microsonda ha permesso di riscontrare la presenza di rame, riferibile in gran parte a prodotti di corrosione a base di ossidi di rame, mentre lo stagno è attribuibile verosimilmente a ossidi di stagno. La presenza di tracce di cloro e di zolfo è invece imputabile a sofati di rame e cloruri di rame, anch’essi prodotti di corrosione. 3 - Patina di colore verde. Anche in questo caso il rame è il maggior componente e si può giustificare per la presenza di carbonato di rame, ma anche di cloruri e di solfati di rame. Si osserva anche la presenza di stagno riferibile a ossidi di stagno. 4 - Patina di colore nero. Oltre ai solfati e cloruri di rame, ossidi di stagno, già menzionati negli strati sopra descritti, si osserva la presenza di ferro in discreta quantità riconducibile a qualche ossido di ferro e di fosforo riferibile alla presenza di guano. CAMPIONE 3 – rif. rapporto di prova n. VI2143-3 - dal primo soldato di destra, lato verso piazza - Analisi chimico-fisica Il campione si presenta sotto forma di polvere di colore nero. L’analisi FT/IR ha permesso d’individuare la presenza solfato di rame. L’analisi XRD ha individuato la presenza di antlerite Cu3(SO4)(OH)4 come costituente mineralogico principale e di gesso CaSO4•2H2O in tracce. I prodotti di alterazione sono dovuti in maniera esclusiva al degrado del rame in presenza di inquinanti atmosferici.
CAMPIONE 4 – rif. rapporto di prova n. VI2143-4 - dal fucile in basso del soldato sul lato sinistro - Analisi chimico-fisica Il campione si presenta sotto forma di un frammento di incrostazione nera con efflorescenze bianche e verdi in superficie. E’stato analizzato sia il frammento nero che le efflorescenze bianche e verdi. L’analisi FT/IR sul frammento nero ha fornito la presenza di solo gesso mentre le efflorescenze bianche e verdi risultano composte da gesso e da solfato di rame. Le efflorescenze di colore bianco sono costituite da gesso CaSO4•2H2O.
CAMPIONE 5 – rif. rapporto di prova n. VI2143-5 - dal piede del soldato sul lato sinistro - Analisi microstratigrafica 1 - Supporto in bronzo in cui la lega è stata ottenuta con rame, stagno e zinco. 2 - Sottile strato di patina superficiale in si osservano due zone a colorazione arancio e verde. L’analisi alla microsonda ha permesso di evidenziare la presenza di cloro e di zolfo riconducibili a cloruri e solfati di rame. CAMPIONE 6 – rif. rapporto di prova n. VI2143-6 - dalle scritte sul retro - Analisi chimico-fisica Il campione si presenta sotto forma di un piccolo frammento di vernice di colore rosso. L’analisi FT/IR ha permesso d’individuare la presenza di sostanze organiche molto probabilmente di natura acrilica.
CAMPIONE 7 – rif. rapporto di prova n. VI2143-7 - dalle scritte sul retro - Analisi chimico-fisica Il campione si presenta sotto forma di polvere di colore viola. L’analisi FT/IR ha permesso d’individuare la presenza di sostanze organiche riferibili molto probabilmente a una resina sintetica a base acrilico.
|