Aziende che hanno partecipato al lavoro
Stato di conservazione delle volte delle sale C; D; E; G; H, realizzate con struttura in legno e stuoia di canne, poste nel sottotetto sopra il primo piano dell’ala Nord di palazzo Zaccaleoni
Da una apertura nella muratura posta sulla parete perimetrale del salone al ridosso della stanza E, si è potuto guardare all’interno del vasto ambiente che contiene le volte delle sale C; D; E. L’ampia copertura del tetto, divisa a falde spioventi e sorretta con grandi travi di legno, è costituita da coppi in terracotta montati in sequenza dritto- rovescio senza embrici .La distanza tra la sommità della copertura e il piano costituito dagli estradossi delle sale è considerevole e quindi la caduta di elementi dal tetto chiarisce gli sfondamenti avvenuti nelle volte C ed E. L’ambiente per sua connotazione offre rifugio a volatili ed ad altri animali che vengono attirati dai loro nidi. Gli estradossi delle volte si presentano coperti da uno spesso strato di polvere, guano e terriccio che limita la valutazione dello stato conservativo. Sul limitare dell’estradosso, dove questo va ad inserirsi nella muratura perimetrale , la naturale conformazione dell’elemento porta i detriti precipitati dal tetto, rotolati sulla pendenza della copertura, ad accumularsi sotto forma di terriccio compatto. Questo, oltre a gravare con il peso, permette l’attecchimento di forme vegetali e veicola, alla maniera di un impacco, le infiltrazioni di umidità sulle spalle dell’intradosso della volta dipinta. La stuoia di canne, è composta con elementi vegetali interi legati tra loro e disposti parallelamente (incannucciato), è posta in opera ortogonalmente all’asse delle pareti, come vuole la tradizione edile laziale. La malta che ingloba il vegetale (camicia) è soggetta ad impoverimento del legante e si sfalda con facilità. Le centine che costituiscono la struttura su cui è stata applicata l’incannucciata, sono direttamente vincolate ai travi del tetto mediante dei tiranti realizzati con sezioni di tavole (mascelle). In più punti lo spessore del legno appare assottigliato e i chiodi che ne assicurano l’assemblaggio, sono ossidati. Alcune strutture si sostengono in modo precario e ne sono testimonianza le crepe presenti sull’intradosso dipinto. Da un altro punto di osservazione posto sul lato Est, sopra il grande cortile interno, sono visibili gli estradossi delle sale G ed H. Qui le falde della copertura sono meno spioventi e il vano tra il tetto e le volte si rivela molto più basso ed angusto del precedente. Tutto l’ambiente appare ingombro dei tiranti che collegano le travature portanti del tetto alle centine di sostegno delle volte a canne. Sulla parete Nord sono evidenti delle gore di umidità causate o da infiltrazioni tra i coppi o dal crollo parziale del tetto. Di ciò rimane come drammatica testimonianza, la caduta della grossa porzione centrale della volta della stanza H, con le gore che si protraggono anche nell’intradosso della sala. Per quanto riguarda la stanza G, ad una visione sommaria, non presenta tracce di traumi di nessun genere e lo stato di conservazione appare buono.
|