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Consolidamento e pulitura delle volte - Progetto di restauro
Palazzo Zaccaleoni – Priverno LT
Aziende che hanno partecipato al lavoro


Qualsiasi operazione di restauro sugli estradossi delle volte, deve necessariamente essere preceduta dal posizionamento di una serie di puntelli, con la funzione di sorreggere e allo stesso tempo mantenere dal basso le strutture nelle loro posizioni originali.
La puntellatura è realizzata con tubo e giunto e contrastata alle pareti. Le parti superiori al ridosso della volta sono munite di vitoni telescopici e regolarizzate da sotto misure in legno poste parallelamente alla superficie del soffitto, tagliate e sagomate per meglio assecondarne l’andamento curvilineo. Il legno viene rivestito con fogli di polistirolo o gomma piuma espansa. Dove necessario il contatto tra i puntelli e la volta è mantenuto con fogli di carta cerata.
Naturalmente dove il solaio non permette una idonea stabilità alla puntellatura, o ci si crea un sistema idoneo dalle pareti o non si può procedere nel restauro.
Una volta assicurata la puntellatura dal basso, si procede all’intervento sull’estradosso.
Il progetto per il consolidamento strutturale dell’edificio prevede la sostituzione dell’intera travatura che sostiene il tetto per adeguarla alle vigenti leggi antisismiche.

Le volte, come abbiamo notato precedentemente, sono vincolate con dei tiranti in legno ai travi che sorreggono la copertura.
Per risolvere questo problema noi suggeriamo di realizzare un sistema tensio strutturale che, mediante l’utilizzo di cavi in acciaio, permetta di svincolare i carichi delle volte dai travi del tetto. Dopo un attento esame delle strutture murarie e il loro comportamento alle sollecitazioni di trazione e di carico, effettuate dal nostro studio di progettazione, si procede all’applicazione di un numero preciso di piastre in acciaio o titanio, montate sui muri portanti mediante barre ad ancoraggio chimico.
A questi supporti vengono fissati dei cavi in acciaio di sezione adeguata che, una volta tesati, collegano le piastre fissate su muri opposti. Si ottiene così una maglia in acciaio, parallela agli estradossi, da cui dei cavi a questa vincolati, di sezione inferiore con andamento perpendicolare, vanno ad afferrare nei punti prescelti le centine delle strutture delle volte.
Questi punti di attacco, precedentemente calcolati ed individuati per stabilizzare in maniera adeguata gli estradossi, sono rinforzati con fibra di vetro e resina. Il processo di realizzazione della tensio struttura è inserito nella tempistica generale dell’intervento di restauro e non costituisce una fase autonoma. Se sarà preso in esame, verrà preceduto da idonei modelli virtuali.

Attrezzato il vano del sottotetto con luce ed energia elettrica, e delimitate le zone di sicuro transito e di massimo rispetto, in presenza di fori o cadute di intere porzioni di incannucciato , si procede alla rimozione dei detriti più voluminosi, da prima con l’ausilio di palette e cazzuole e successivamente, per la parte minuta, con spazzole, pennelli morbidi supportati da aspiratore elettrico. Lo smontaggio di piccole porzioni di tetto è necessario per permettere agli operatori un puntuale restauro anche negli ambienti più angusti.
Infine le superfici verranno deterse con spugne inumidite con acqua leggermente caricata di sapone neutro per asportare quella patina di sporco, aderente alla camicia di malta, che ne impedisce l’aggregazione ai consolidanti.
La pulitura coinvolge anche gli elementi in legno che compongono l’estradosso. In questa fase, dopo un accurata spolveratura, si procede al controllo di tutta la struttura portante in legno, si verificano gli elementi e se necessario, in presenza di lesioni, si apportano dei consolidamenti locali mediante l’utilizzo di inserti in legno (sverzatura) o staffe in metallo (cravatte) o camice in vetroresina. Quindi si effettua il trattamento antiparassitario e l’impregnazione.

Ultimata la fase di pulitura , si attua il consolidamento. Tra le canne si inietta una miscela adesiva - riempitiva dal bassissimo peso specifico, con l’intenzione di ricostituire la camicia in malta originale intorno alle fibre vegetali. In questo modo vanno a consolidarsi quelle porzioni di intonaco sulla volta decorata che nella fase di puntellatura erano state preventivamente segnalate e mappate. La carta cerata stesa sull’ intradosso, permette di contenere lo scorrimento all’interno delle fessure della malta consolidante ma allo stesso tempo, quando questa è asciutta, ne impedisce l’adesione alle teste dei puntelli.
Quando le superfici sono pulite e solide, si effettuano le riparazioni delle lacerazioni e degli sfondamenti presenti sulle volte. Nel caso di piccoli interventi come quelli che interessano le sale C ed E, si rendono solidi i bordi con una bendatura realizzata con un tessuto di fibra di vetro e resina poliestere bicomponente. Viene quindi tagliato la fibra di vetro con dimensioni adeguate a sopravanzare la misura della lacerazione di almeno 30 centimetri, appuntandolo con filo di nilon sulle canne per evitarne il movimento. La resina viene preparata a parte e spalmata sul tessuto mediante un largo e piatto pennello. La presenza del solido bordo ne facilita la tesatura.
Una volta asciutta la vetroresina segue la superficie periferica del tessuto vegetale. Lo spessore delle fibre viene ricostituito con pannelli sagomati di laminato a nido d’ape (solitamente utilizzato come supporto degli affreschi distaccati). I due materiali vengono assemblati tramite viti in materiale plastico e resina.

Per le lacune di grandi dimensioni come quella presente nella volta della sala H, dopo avere ripristinato la funzionalità delle centine e dei rompi tratta in legno, si procede posizionando dal basso una contro forma per contenere il tessuto di vetro. Quindi con strisce di vetroresina, precedentemente preparate, si effettua il montaggio di rompi tratta, fissati al margine della lacuna, reso solido dai bendaggi. Si forma così, sulla lacuna, una trama dalla maglia quadrata su cui va ad adagiarsi il tessuto in fibra di vetro, poi resinato. La fodera, per la vastità, viene fissata anche alle vicine strutture portanti in legno della volta e se necessario, viene rinforzata superiormente, mediante centine in vetroresina dall’andamento parallelo a quello delle originali in legno. Liberata dalla controforma e avvitati gli elementi a nido d’ape si procede alla stesura della malta dal basso. Con la rimozione dei puntelli, dopo un attento esame dell’intradosso, terminano le operazioni di consolidamento del supporto. Le operazioni di descialbo, per liberare infine le decorazioni dipinte dalle vecchie tinteggiature, la pulitura, da eventuali eccessi del precedente consolidamento, la stuccatura, anche delle micro fessure, la reintegrazione delle lacune con acquarello restituiranno alle volte l’originale valore artistico.
 
 

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