Aziende che hanno partecipato al lavoro
FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE
Prove di pulitura sui METALLI
Lapide posta a nord del pilastro (18)
Campione n. 1: si è proceduto con la stesura di un impacco di acetone e polpa di cellulosa per un tempo di trenta minuti, interponendo carta giapponese e coprendo l' impacco con un foglio di alluminio per impedire l'evaporazione del solvente; non si è ottenuto però nessun risultato. Con l'ausilio del bisturi e con un tampone con acqua demineralizzata si è riusciti ad asportare lo sporco, probabilmente di origine organica, raggiungendo così il risultato richiesto.
Campione n. 2: eseguito con il sistema jos lavorando per un tempo di dieci secondi ad una pressione, alla macchina, di 0.5 bar, con una distanza di 20-25 cm e utilizzando come inerte carbonato di calcio tipo "zuccherino" (130/150 µm); si è ottenuta una pulitura troppo accentuata per quanto riguarda la patina di color verde. Le scritte vandaliche non si sono riuscite ad asportare e nemmeno intaccare.
Campione n. 3: mediante l'utilizzo di un terpene all'arancia si è riusciti ad asportare la scritta presente sulla lapide. Essa è avvenuta strofinando il batuffolo per pochi secondi. I residui del prodotto sono stati poi asportati mediante acetone.
Lapide posta a sud del pilastro (Miglierina)
Campione 1: eseguito con il sistema jos lavorando per un tempo di dieci secondi ad una pressione, alla macchina, di 0.5 bar, con una distanza di 20-25 cm e utilizzando come inerte carbonato di calcio tipo "zuccherino" (130/150 µm). Il risultato in questi casi non dava una situazione omogenea: erano presenti alterazioni scure ed alcune molto più chiare rispetto la patina da ottenere. Si è proceduto al riutilizzo del sistema jos per altri dieci secondi, sempre con le stesse caratteristiche precedenti. Il risultato ha però determinato, in alcune zone, l'eliminazione della patina verde arrivando direttamente al bronzo.
Campione n. 2: eseguito con il sistema jos lavorando per un tempo di dieci secondi ad una pressione, alla macchina, di 0.5 bar, con una distanza di 20-25 cm e utilizzando come inerte carbonato di calcio tipo "zuccherino" (130/150 µm) si è raggiunto un ottimo risultato.
Campione n. 3: mediante l'utilizzo di un terpene all'arancia si è riusciti ad alleggerire parte della scritta presente sulla lapide. Essa è avvenuta strofinando il batuffolo per più volte. I residui del prodotto sono stati poi asportati mediante acetone.
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