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Criterio di intervento - Dipinti murali
Teatro Gobetti - Torino
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Il degrado più grave é stato provocato dalle infiltrazioni d'acqua che, disciogliendo il legante della malta, ne hanno provocato la disgregazione e il distacco dalla superficie portante nelle aree maggiormente imbibite. Inoltre, la formazione di cristalli di sali igroscopici ha causato la perdita di adesione della pellicola pittorica che, in parte, é caduta, in parte é sollevata in scaglie che hanno ormai una debolissima adesione alla superficie. Dopo l'installazione dei ponteggi, mediante percussione manuale, sono state individuate le aree dove massicce le infiltrazioni di acqua avevano provocato la formazione di distacchi tra l'intonaco e la muratura. In queste aree, é stato fatto un consolidamento mediante iniezioni di malta a base di grassello di calce stagionato, cocciopesto fine e emulsione acrilica, avendo preliminarmente imbibito le sacchi dei distacchi con iniezioni di acqua ed alcool (50:50) e di emulsione acrilica molto diluita, per evitare che un eccessivo assorbimento d'acqua da parte delle murature influisse sulla presa della malta idraulica iniettata.
Ristabilita l'omogenea adesione degli intonaci alla muratura, sulle aree dove si erano formate efflorescenze saline, dopo un preconsolidamento con resina a base di etil silicato, per ricostituire la compattezza dell' intonaco ed evitare ulteriori perdite di materiale, sono stati applicati impacchi di polpa di cellulosa imbibita di una soluzione di ammonio carbonato in acqua distillata per far migrare i sali nell'impacco, con cui sono stati eliminati. La polpa di carta sbiancata é stata applicata sulla superficie velinata con carta giapponese, che aveva la funzione sia di evitare ricristallizzazione di sali sulla pellicola pittorica sia di riadagiarne le scaglie sollevate. E' stato fatto il controllo di conducibilità di campioni d'acqua dagli impacchi per individuare il decrescere del tenore di sali e la dissalazione é stata interrotta quando i valori sono risultati affini a quelli dell'acqua distillata, assunta come riferimento.
Sono stati eliminati spessi strati di scialbi di manutenzione con l'impiego di apposite martelline e di bisturi: la presenza di un velo di particellato atmosferico sulle superfici originali ha permesso di eseguire l'operazione senza attaccare la pellicola pittorica. La pulitura delle superfici portante a vista é stata eseguita con impacchi di polpa di carta imbibita di una soluzione di ammonio bicarbonato in acqua distillata, applicati proteggendo la superficie dipinta con carta giapponese.
Le prove di pulitura e ad un'attenta osservazione a luce radente hanno suggerito di eseguire la pulitura del fregio monocromo della sala delle rappresentazioni a secco, con l'impiego di spugne Wishab. La presenza di spessi strati di vernice a smalto, di tipo industriale, ha imposto di utilizzare, per il discialbo della volta dello scalone, vapore per far rigonfiare gli strati sovrapposti in modo da poterli poi eliminare a bisturi. L'intervento di discialbo ha permesso il recupero di dipinti originali ed in particolare, nella Sala delle rappresentazioni, di un fregio a motivi zoomorfi presente al di sopra della zoccolatura, nell'area tra le lesene e, sulla superficie tra le lunette e la trabeazione, di decorazioni a grottesche.
Nel foyer, l'eliminazione di un modesto dipinto a tempera con motivi ad intreccio ha permesso il recupero di un affresco con la rappresentazione dell'Italia con la corona turrita, di particolare interesse storico-iconografico, e di una fascia perimetrale a gradevoli elementi decorativi.
Sulla volta dello scalone il discialbo ha riportato a vista una decorazione a cassettoni. Completato l'intervento di pulitura di tutte le superfici, la pellicola pittorica sollevata in scaglie dalle infiltrazioni d'acqua é stata riposizionata mediante microiniezioni di emulsione acrilica che hanno ricostituito il legante della stesura pittorica, senza alterare la porosità e la traspirabilità delle superfici.
Le fessurazioni degli intonaci sono state stuccate con malta i grassello di calce e polveri di marmo, setacciate finissime in modo da ottenere un impasto di porosità e tessitura simili all'originale. Le lacune delle decorazioni ricostruibili perché i motivi ornamentali sono ripetitivi, sono state integrate ricavando il cartone da un elemento in buono stato di conservazione per riportarlo sulle aree da risarcire. Sono stati utilizzati acquarelli, in leggero sottotono rispetto all'originale in modo da ricomporre l'immagine dal normale punto di vista dell'osservatore, permettendo però di distinguere, a distanza ravvicinata, le aree integrate. Le reintegrazioni sono state fissate con resina acrilica molto diluita, applicata a spray.
 
 

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