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Analisi dei dipinti - Calliope
Teatro Gobetti - Torino
Aziende che hanno partecipato al lavoro
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FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE

Dipinto di Calliope prima del restauro Dipinto di Calliope in luce radente
Telaio del dipinto di Calliope prima del restauro Tasselli stratigrafici


Stato di conservazione
La superficie era offuscata da uno strato sottile di vernice molto alterata e da depositi polverosi nerastri che impedivano quasi totalmente la percezione delle cromie sottostanti. Si denunciavano ridipinture sulle zone chiare, specialmente gli incarnati. La tela di supporto composta da due pezze giuntate longitudinalmente non era tensionata correttamente con conseguenti ondulazioni, potenziali cause di perdita di materia. I bordi agli angoli erano interessati da abrasioni e piccole cadute di colore. Il telaio si presentava in discrete condizioni, alcune aste denunciavano un attacco di insetti xilofagi che tuttavia non avevano compromesso la resistenza strutturale del legno. Le aste orizzontali erano curvate per consentire l' adattamento del dipinto alla nicchia situata sulla parete curva.

Notizia e incidenza di restauri precedenti
Sul verso della tela di supporto, nel quadrante inferiore, era applicata una toppa di tela incollata con adesivo sintetico, probabilmente vinilico che suturava una lacerazione. Sulle parti chiare e gli incarnati si denunciavano velature e ritocchi effettuati con colori ad olio, le parti in ombra risultavano ridipinte grossolanamente con velature trasparenti che risarcivano evidentemente una superficie sguarnita da una pulitura impropria. Lo sfondo scuro e il riquadro rosso erano completamente ridipinti con pigmenti legati con olio siccativo.

Procedimenti e fasi tecniche del'intervento
Sulla superficie sono stati aperti tre tasselli stratigrafici individuando tre livelli di rimozione; protettivi, primo livello delle ridipinture, rimozione totale dlle ridipinture. La scelta di rimuovere completamente gli strati sovrammessi è stata determinata dalle condizioni ancora accettabili, benchè abrase, della pittura originale, inoltre l'alterazione delle reintegrazioni avrebbe comportato un'esteso intervento di velatura per accordare i toni all'originale. Hanno dato buoni risultati una soluzione di acqua e ammoniaca tamponata a PH 9,5 con carbonato di ammonio, addensata con carbossimetilcellulosa al 2,5% e una soluzione di alcool benzilico addensato con idrossimetilcellulosa (Klucell-g). Il primo solvente ha effettuato una pulitura più delicata rimuovendo i depositi di polveri grasse e il primo strato di protettivo alterato. Il fondo ridipinto è stato pulito con acetone rimuovendo lo strato più superficiale applicato con pigmenti grossolani legati con olio siccativo. A causa della depolimerizzazione delle fibre della tela non è stato ritenuto opportuno tentare un ritensionamento del dipinto senza foderatura, la differenza di tensione relativa alle due pezze costituenti il supporto avrebbe resa necessaria, per un risultato uniforme, una tensione superiore a quanto la tela originale e la cucitura avrebbero sopportato. La tela di supporto è stata svincolata dal telaio, previa prova di umidificazione è stata foderata con la tecnica tradizionale a colla pasta. Il telaio è stato revisionato disinfestato da attacchi biologici e consolidato nelle giunture. Le lacune e le discontinuità cromatiche sono state integrate con stuccature di gesso e colla e colori ad acquarello, si è reso necessario un leggero intervento di velatura per rinforzare alcune zone del panneggio con un tratteggio leggero e riconoscibile . Sulla figura è stata applicata una leggera vernice satinata, sul fondo non è stato applicato alcun protettivo.
 
 

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