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Il Restauro - L'intervento sulle superfici
Villa Mazzotti - Chiari BS
Aziende che hanno partecipato al lavoro

FASI DELLE LAVORAZIONI EFFETTUATE

Degrado della pellicola pittorica Esfoliazioni ed efflorescenze saline Particolare di efflorescenze saline e distacchi di colore
Particolare con caduta di modellato Lacune d’intonaco del soffitto


L'intervento di restauro è stato realizzato nelle sale di Villa Mazzotti a Chiari secondo le seguenti modalità.
La prima analisi ha riguardato pareti e soffitti delle sale. Le superfici decorate interne della villa sono di un periodo che non coincide con la costruzione della villa stessa, questa valutazione è scaturita da alcune riflessioni sui risultati ottenuti dall'esecuzione di tasselli di ricerca effettuati sulle superfici a gesso.
Inizialmente si pensava di scoprire varie sovrapposizioni cromatiche. Diversamente dalle attese ci siamo trovati con una stesura diretta sulla superficie a gesso di uno strato di fondo isolante di origine sintetica (vinilica), steso a isolare e preparare le superfici per le successive colorazioni, che sono state eseguite sempre a base sintetica (lavabile). Questi ritrovamenti collocano inevitabilmente le stesure verso la metà del secolo.
Un altro elemento che ci ha fatto riflettere è la presenza di pareti finestrate eseguite in legno, con un andamento decorativo a riquadrature con forma diversa della restante in gesso, di conseguenza l'attuale apparato decorativo è da considerarsi un rifacimento, mentre probabilmente l'originario aspetto doveva prevedere la presenza di zoccolature perimetrali in legno come per le pareti finestrate, e con della tappezzeria alle pareti come si riscontra in alcune zone al piano terreno, sostituito poi per un probabile degrado avvenuto durante il periodo della guerra.
Le superfici interne della villa si presentavano in precario stato di conservazione, in alcuni casi il degrado delle superfici era molto avanzato e difficilmente recuperabile. Nello specifico si può dividere la conservazione del supporto dal colore.
Il supporto è costituito da due strati ben definiti, il primo a diretto contatto con la muratura, eseguito in intonaco, con uno spessore di circa un centimetro, con stesura non troppo liscia con tracce di picchettatura eseguita per creare un migliore aggrappo con lo strato di gesso di finitura. Il secondo strato (quello attualmente visibile), è eseguito in gesso, ed ha uno spessore variabile in funzione del modellato. Attualmente lo strato di gesso si presenta superficialmente con un'ottima consistenza, che però non rispecchia la situazione sottostante, molto meno solida e decoesa.
La presenza di forti infiltrazioni d'acqua dalle coperture che ha interessato in particolar modo i soffitti, e l'infiltrazione di acqua piovana dalle giunzione tra i vari mensoloni di gronda esterni, che ha interessato parti di pareti, oltre a peggiorare lo stato di conservazione degli strati, ha causato la formazione di sali e di conseguenza la perdita a più livelli del modellato, l'appesantimento degli strati con il conseguente distacco di parte degli stessi dal supporto e con il formarsi di una fitta ragnatela di fessurazioni, e nei casi peggiori addirittura con la caduta di parte degli stessi con ampie zone di supporto a vista.
Di maggior impatto visivo ma senza ripercussioni a livello statico, è il degrado delle colorazioni, che presenta grosse zone di sollevamento a scaglie di diverse entità, con zone di forte caduta unita alla presenza di efflorescenze saline. Si sono poi riscontrate molte zone di stuccatura e ripresa di fessure e cornici eseguite prima di alcune ritinteggiature, per ovviare a difetti di linearità delle stesse. Su tutte le superfici è inoltre presente un forte strato di deposito superficiale, che appesantisce e offusca la lettura di tutte le campiture. L'apparato decorativo delle sale si presenta così fortemente alterato e sfalsato nell'equilibrio cromatico a causa delle molteplici riprese di colore che sono state spesso applicate senza tenere conto dei cromatismi originali e per il forte deposito incoerente che satura i modellati rendendoli a volte poco leggibili.
Tutte le prove, tasselli stratigrafici eseguiti hanno mostrato la stesura di più strati di origine sintetica molto saldamente legati tra loro, in accordo con la Direzione lavori si è valutata l'opportunità di intervenire sulle superfici con operazioni di riproposizione cromatica sulla base dei test eseguiti e materica nelle zone di mancanze ove fosse indiscutibilmente uguale e ripetitiva la decorazione. Vale la pena di sottolineare che si è ritenuto di affiancare alle tradizionali attività di analisi e diagnostica (tasselli ecc.) una attività di ispezione attraverso un'indagine di video endoscopia ed in particolare sul soffitto della "Sala dello Zodiaco". Tale indagine è stata finalizzata alla verifica delle strutture del solaio e a valutarne lo stato di conservazione. Attraverso due fasi si sono operate riprese con un videoendoscopio multivideo-combi-camera con videoregistratore incorporato e con fotocamera digitale Olympus Camedia 3000 zoom. Le riprese dall'alto hanno permesso di analizzare la pavimentazione della stanza superiore, di 4 cm e quindi dello spazio vuoto di 18 cm, quindi caldane di 5 cm, travetti di legno di 6 cm poi inchiodati a travetti listelli di supporto del soffitto a stucco. Come prima operazione si è intervenuti rimovendo le zone di maggior deposito incoerente, di efflorescenze saline e di sollevamenti degli strati pittorici, per avere una superficie adatta per la successiva rimozione di tutte quelle zone di coloriture staccate dal supporto, ma apparentemente solidali con lo stesso. Con questa operazione si è anche proceduti alla rimozione di tutte le stuccature e rifacimenti che si presentavano non solidi o poco adesi alle superfici originali. Successivamente si è intervenuti con la realizzazione di ancoraggi delle parti di intonaco staccate dal supporto, mediante l'inserimento di viti in tasselli ad espansione, in modo da mettere in sicurezza le zone staccate. Questa operazione è stata eseguita ove erano presenti distacchi e in tutte quelle zone che si sono ritenute a "rischio".
Ultimato il fissaggio delle parti staccate, si è proceduto con la completa spolverature e successivo lavaggio di tutte le superfici, al fine di poter rimuover tutti i depositi superficiali e semi coerenti, e solo successivamente alla stesura di materiale liquido consolidante, steso a pennello per cercare di ottenere il consolidamento di parte dello strato di gesso, ed allo stesso tempo anche il consolidamento delle stesure di colorazione esistenti. Verificato l'effetto dell'operazione di consolidamento, si è proceduto con la stuccatura di tutte le zone interessate da differenziazioni di livello mediante una leggera rasatura, e alla riproposizione di tutte le parti mancanti di modellato, sia dal semplice completamento di piccole cornicette, sia dalla riproposizione di ripartiture ed elementi decorativi quali: cornicioni, rosoni e girali floreali. Per la realizzazione di questi rifacimenti si è operato sia con la formazione in loco di cornici, ripartitore e cornicioni, sia con la realizzazione di stampi per gli elementi decorativi ripetitivi, che sono stati applicati in un secondo tempo, dopo aver risanato e ripristinato i piani delle varie campiture.
La presentazione finale ha perseguito 1'obiettivo di recuperare il gioco cromatico spaziale dei piani con gli aggetti, utilizzando i toni della precedente colorazione che variava di stanza in stanza, ma che prevedeva 1'utilizzo di colorazioni per certi casi identiche in stanze attigue, creando così una sorta di filo conduttore che accompagna chi attraversa le stanze in successione.
 
 

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