| Facoltà: |
Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia |
| A.A.: |
2007/2008 |
| Titolo: |
Considerazioni sul restauro dei dipinti murali di Luigi Ademollo a Santa Maria a Monte
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| Relatore: |
Prof.ssa Roberta Roani |
| Autore/i: |
Egle Radogna |

Il ciclo di dipinti murali, eseguito dall’artista neoclassico Luigi Ademollo, a Santa Maria a Monte è stato oggetto di studi e di ricerche improntati a sottolineare l’importanza degli esiti e delle dinamiche della campagna di restauro effettuata tra il 2005 ed il 2008. L’analisi si è svolta mirando ad ottenere un connubio di conoscenze teoriche e tecniche al fine di dare una lettura il più possibile organica dell’opera d’arte in questione. Fin dalle prime battute, il testo mette in risalto il contesto periferico in cui le opere sono stabilmente collocate in una felice corrispondenza biunivoca fra il carattere schietto del luogo e quello spontaneo e diretto delle pitture murali. L’indagine compiuta sulla storia conservativa dei dipinti è stata la premessa necessaria per avere una visione d’insieme delle contingenze che hanno configurato la condizione delle pitture prima dei recenti restauri.
La rivalutazione artistica di Luigi Ademollo e del suo operato è recente ed è testimoniata dagli studi attuati dopo più di un secolo d’oblio.
L’impulso a trattare questo argomento è stato dettato dall’interesse a rendere noto un episodio della produzione artistica del pittore che, nonostante si trovi in un luogo non certo altisonante e vistoso, è particolarmente in sintonia con lo spirito di raccoglimento che segna la fase artistica immediatamente successiva alla commissione di Santa Maria a Monte. Riguardo all’ultima campagna di restauri eseguita, ho voluto mettere in luce il criterio fondamentale che ha guidato l’intera operazione di conservazione: un programma d’intervento meditato e studiato in rapporto alla unicità dell’opera d’arte con cui ci si raffronta, pianificando così una prassi trasversale ad ogni tipo di restauro nell’accezione a noi contemporanea.
Dagli studi è emerso come gli interventi di tutela, nel corso del tempo, siano stati progressivamente sempre più inerenti alla problematica delle opere in questione e adatti alla sua risoluzione. L’analisi a cui si è mirato è quella dell’ultimo restauro effettuato su parte dei dipinti dell’Ademollo che ha chiuso il cerchio di un lungo e operoso progetto di recupero, portato avanti per gradi dal 2001, di tutte le pitture presenti nella Collegiata. A livello pratico gli ultimi lavori hanno compreso nel loro raggio d’azione delle soluzioni di risanamento delle opere che garantissero di evitare il loro sradicamento dal luogo per cui erano state realizzate. Questo concetto evidenzia, nel campo del restauro attuale, la consapevolezza dello stretto legame fra opera ed ambiente, sanando il quale, si assicura una delle più importanti condizioni di conservazione di un bene.
Ciò che ha caratterizzato questa misura conservativa è stata l’indagine attenta a scoprire nel dettaglio ed a salvaguardare la materia originaria dell’opera che, entrando nel meccanismo di esecuzione delle pitture, ha permesso un discernimento pratico e non semantico nell’agire.
L’obiettivo è stata la conoscenza delle pitture nel concreto attraverso lo studio dei loro materiali, a cui si è aggiunta l’intenzione di dare voce ad un’opera poco nota che rappresenta un’importante spaccato artistico del luogo, ed anche l’operosa attività in periferia di uno dei più importanti e produttivi pittori nell’area toscana in epoca neoclassica.
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